domenica, 13 luglio 2008
Lucca e' una citta' magnifica, raccolta, nascosta, un po' in ombra rispetto a Firenze e Pisa e forse per questo piu' genuina perche' meno invasa da orde di turisti. Bellissime le mura monumentali, le chiese in bilico tra il romanico e il bizantino, l'orto botanico, le piazzette e le torri...
Ma la cosa piu' assolutamente meravigliosa di Lucca, e' l'osteria BARALLA 
Io e la dolce meta' l'abbiamo scoperta ormai un anno fa, nascosta in un vicolo proprio in centro, vicino all'anfiteatro. Non so cos'e' che la rende cosi' unica. probabilmente il mix tra l'ambiente rustico, coi tavolini di legno e le tovaglie di carta, le volte a botti in mattoni, le targhe storiche alle pareti, il cibo, semplice, legato alla tradizione in due parole terribilmente buono, e l'atmosfera stessa del posto... cosi' ... uhm... toscana 

E poi vabbhe'... ci sono i ricordi che la fanno speciale... ma sono troppo romantici ...ve li risparmio
mercoledì, 02 luglio 2008
Serata agro-bucolica in compagnia della Ré, genitrice della dolce meta'. Dopo aver piluccato le piante dei ribes mentre le zanzare piluccavano golosamente noi, ci siamo messe a sgranarli e a lavarli in cortile (sempre con le allegre bestiole che pasteggiavano gaudiose del nostro sangue...
).
A vivacizzare l'intera pallosissima operazione c'ha pensato lei, la Ré, che e' tanto buona e cara ma ha una specie di tic, quando vede un animale, qualsiasi genere di insetto, lumaca, bruco lei DEVE ucciderlo, non ci stanno santi. Scatta come una macchina da guerra, e stermina!
Stavolta mentre pulivamo la frutta la vedo alzare gli occhi e fissare il muro con aria truce. Eccola... E' inconfondibile... Ha inquadrato la sua vittima: uno sciame ENORME di formiche con le ali che placidamente se ne stava a un metro da noi. Si avventa armata di straccio seguita dal mio urlo (ovviamente inutile...
) "No ferma!!! Non farlo!!"
In un attimo siamo completamente AVVOLTE da migliaia di cosi aluti (perche' ovviamente un centinaio li ha fatti fuori, ma il resto si sono alzati in volo!)
Mi si sono infilati negli occhi, nel naso, nelle orecchie OVUNQUE...
2 minuti di fastidioso assalto, con la Rè nel pieno della sua furia omicida che pestava coi piedi, schiacciava con le mani, brandiva lo straccio nel tentativo di fare piu' vittime possibile tra il nemico...
Passato finalmente il nugolo, se ne torna tranquilla a lavare i ribes, come se nulla fosse successo.
Poi dopo un po' fa :
Rè: bhe dai pero' sono dolci...
Zeta: cos'e' che e' dolce??
Rè: le formiche!!! Sono dolci, sanno di zucchero!!
Zeta: 
Rè: eh dai, perche' fai quella faccia! Non t'e' mai capitato di mangiare la frutta con dentro le formiche???
Zeta: No io in genere le formiche le scanso... 
Rè: eeeh va bhe, che sara' mai, mica sono velenose!! Puoi star mica li' a levarle tutte, le mangi e bo...
Zeta: 
P.S. per chi fosse interessato alle avventure di questo mitologico personaggio che e' la Rè, le trova qui
martedì, 01 luglio 2008
I miei guru dell'alcool mi hanno portato stavolta ad una rassegna di vini caratteristici dell'oltrepo' pavese. La location, era davvero molto affascinante, nella certosa Cantu' di Casteggio. La rassegna un po' piccolina. Qualche faccia conosciuta, molti volti nuovi ( nuova per me... i miei mentori erano conosciutissimi
) e tante cose nuove da imparare. Ed e' bello stupirsi di fronte allo spettacolo di stesse uve che si trasformano in prodotti spesso completamente diversi!
...entusiasmo da neofita
Ho amato i riesling, aromatici e freschi, i profumi della malvasia, gli ottimi moscati, un po' meno i tannini dei pinot neri, passione sconfinata del Nino e del Qman che continauno a farmene assaggiare di tutti i tipi e a me si arricciano lingua e gengive
Pazienza, prima o poi capiro' perche' li amano tanto...
E poi il mondo del vino e' cosi' vario!! Trovi il vecchio proprietario innamorato delle proprie bottiglie che ne cura dal tappo all'etichetta alla linea del vetro, qualche donnone che dietro mani callose da vigna nasconde un sommelier serio e preparatissimo, quello che dentro al vino ci vive e ti descrive passo passo come arrivi al prodotto finale, e quello meno serio e molto caciarone che piu' che versare vino se l'e' bevuto...
e ovviamente non manca il piacione, che appena il Qman e il Nino mi hanno lasciata sola (lanciati nell'ennesimo assaggio di pinot nero....
) mi si avvoltoia addosso fiutando la novita' (e considerata anche la penuria di donzelle ) e comincia a farmi terzo e quarto grado su chi come quando e perche' fossi li'.... "uuuh, ma tu sei nuoooooova"
Disgustoso.... 
Paese che vai, lumacone che trovi...
Nel complesso una bella esperienza. Mi sto scoprendo degna dei miei geni veneti (6 ore di degustazione senza battere ciglio
) e pian piano innamorata di questo piccolo nuovo mondo tutto ancora da esplorare 
