Ho appena finito di scorrere i vari siti monster, miojob, lavorosubito, infojob ecc ecc guardando la solita accozzaglia infinita di annunci e ritrovandomi a pensare ancora una volta "mha... forse se cambiassi il CV potrei vendermi anche in questo settore". In genere arrivo a queste affermazioni quando lo scoramento arriva al punto di farmi pensare che forse fare una cosa che non c'entra assolutamente nulla col mio lavoro, con la mia ricerca, coi miei studi decennali e' sempre meglio del niente che si prospetta fra poco piu' di 30 giorni...
E in tutto questo volevo fare un post sull'ultimo film di Virzì "Tutta la vita davanti" visto venerdi' pomeriggio in un clima surreale. Io e il nino unici rappresentanti della categoria precari in una sala affollata di soli pensionati.
Il film mi ha colpito.
Non tanto per la fotografia perfetta e realistica della situazione, che alla fine e' un po' il marchio di fabbrica dei film di Virzì. Nemmeno per la bravura del giovane cast, per la sorpresa di una Ferilli piu' che azzeccata e calatissima nella parte, della solida e piacevole conferma della bravura di Mastrandrea. per la delicatezza di alcuni momenti belli... poetici ...
No. Il film mi ha colpito perche' un conto e' vivere una situazione, combatterci giorno dopo giorno, nuotarci dentro. Un conto e' guardarla da fuori, un conto e' GUARDARSI da fuori.
E rendersi conto.
Vedersi nelle stesse accorate processioni dei colloqui, nelle disilluse speranze riposte nei CV che tanto, e' inutile raccontarsi palle, nessuno leggera' mai. Identificarsi nella gioventu' dei lavoretti arrabattati, dei ricatti psicologici dei datori di lavoro, dei soldi che non bastano per l'affitto. E dei piccoli dettagli, della connessione internet scroccata alla wireless del vicino, dei viaggi sui mezzi pubblici, degli amici che emigrano, di una societa' in cui il potere e' in mano ai vecchi, special modo quello dentro l'univesrita'. E poi chi ce la fa....Il furbetto, l'arrivista, il raccomandato, il figlio di papa' e quelli che non ce la fanno , quelli che la laurea ti ci puoi pulire il culo, che per vincere un concorso da ricercatore non serve un numero alto di pubblicazioni, ma un numero elevato di calci in culo. Quelli che il mobbing sul lavoro non e' una favola, ma la realta' di tutti i giorni, e o lo accetti o la porta e' quella, te ne puoi andare quando vuoi. Quelli che il sindacato non ti puo' proteggere, perche' non esisti! E il tuo contratto non prevede assistenza medica, non prevede maternita', non prevede liquidazione, non prevede indennita' di disoccupazione.
E lo so che dovevo parlare del film e invece sono finita a parlare di quello che vivo tutti i giorni. Perche' io quel film lo vedo tutti i giorni, e non lo proiettano al cinema ma fuori dalla porta di casa. E quelli che vedo intorno a me non sono attori, ma i miei amici ingaggiati come me per questa parte... ovviamente senza contratto.
E' il primo libro della trilogia di Pullman "Oscure materie". Finalmente e' riapparso sugli scaffali delle librerie in vista dell'uscita della trasposizione cinematografica questo week end ("la bussola d'oro", Chris Weitz) condita gia' da numerose accuse di blasfemia e vilipendio alla religione... Ma si sa, i tentativi di censura da parte della chiesa oramai sono all'ordine del giorno e cominciano anche a diventare decisamente patetici.
Il libro racconta la storia di una ragazzina, Lyra Belacqua, una undicenne cresciuta dagli accademici del Jordan College di Oxford. Lyra vive in un mondo in cui gli uomini sono indissolubilmente legati ai loro daimon, una sorta di compagno personale, che puo' essere anche guardato come una personificazione dell'anima stessa, tanto che la separazione da quest'ultimo comporta la morte per estremo dolore o una sorta di non vita immersa nella sofferenza.
La sua spensierata esistenza di ragazzina pestifera cambia quando ascolta la conversazione tra Lord Asriel, suo zio, e gli accademici riguardo ad un oscura entita' che viene chiamata polvere. Verra' trascinata in una serie di avventure fantastiche, tra orsi corazzati, ingoiatori rapitori di bambini guidata dall'aletiometro (uno strumento in grado di "dire la verita'" e che solo lei sembra in grado di poter leggere) alla ricerca del suo amico Roger rapito dalla quanto mai misteriosa Intendenza Generale per l'Oblazione.
Il libro e' un meraviglioso caleidoscopio di personaggi, invenzioni, paesaggi ed emozioni.
Un libro che puo' avere diversi piani di lettura ognuno dei quali decisamente affascinante. Una lettura piacevolissima che finisce in sospeso (vi avverto) e quindi ti costringe a correre in libreria a caccia del secondo volume della trilogia "La lama sottile".
Che dire???
Buona lettura a tutti, e speriamo che il film riesca ad essere almeno al passo del libro
Per me il Vajont e' una strada. La strada che percorrevo tutte le estati da bambina, quando mio papa' ci portava a casa, in dolomiti. E ogni volta che si passava a Longarone papa' indicava a me e mia sorella quella diga su in alto, stretta in quella gola tra due montagne. Quel capolavoro d'ingegneria cosi' perfetto. E poi ci raccontava dei morti, della frana, del motivo per cui li' , adesso, c'e' una piana perfetta, liscia e non piu' tre paesi. Faceva paura quella distesa di rena ai miei occhi di bambina. E anche oggi i miei occhi di trentenne rivedono quelle immagini estive e rivivono le sensazioni di chi tutti gli anni ascoltava quella storia tremenda.
Il Vajont era vicino casa, a poche valli dalla nostra. Il Vajont era lontano anni e anni, ma ogni estate era li' a guardarci dalla cima del monte ad ammonirci che con la natura non si scherza.
E' una delle regole che mi sono state insegnate. Rispetta la montagna e non superare mai i limiti.
Sono passati esattamente 44 anni. Eppure se andate li', vi fermate lungo quella strada che ora percorrono solo gli abitanti del luogo e pochi nostalgici, se guardate in su verso la diga e poi davanti a voi, quella rena perfettamente piatta, vi sembrera' di sentirlo ancora li'. L'urlo dell'acqua che si mescola a quello strozzato delle 2000 vittime di quella notte.
Assassinati non dalla montagna, ma vittime di chi ha voluto passare i limiti e la montagna non l'ha rispettata.
Per chi non conoscesse la storia, o per chi la conosce e volesse solo passare un paio d'ore in compagnia di un magnifico pezzo teatrale, vi consiglio vivamente un DVD "Vajont 9 ottobre '63" di Marco Paolini.
Momento di silenzio stampa col mondo. Costipazione sentimentale la chiamo io. Quando dentro ti si incasina un po' tutto e l'unica cosa che riesci a fare e' stare in silenzio.
Qualcuno che e' piu' bravo di me l'ha descritta cosi'...
"è difficile restare arrabbiati
quando c'è tanta bellezza nel mondo.
A volte è come se la vedessi tutta insieme
ed è troppo;
il cuore mi si riempie come un palloncino
che sta per scoppiare
e poi mi ricordo di rilassarmi
e smetto di cercare di tenermela stretta
e dopo scorre attraverso me come pioggia
e io non posso provare altro che gratitudine
per ogni singolo momento della mia stupida,
piccola vita.
Non avete la minima idea di cosa sto parlando,
ne sono sicuro, ma non preoccupatevi...
un giorno l'avrete. "
Ne voglio una anch'io!!!!
Mi hanno fatto morire dal ridere... sono adorabili... Un altro mitico parto della mente dei disegnatori della Dreamworks.
da "Flushed Away" eccoa voi... le lumache!!!!
Complice la serie di DVD di karate kid (I, II, III e IV) comprati in un momento di "sana" follia ( e non vi azzardate ad insultarmi che per me sono un CULT!! ) vi offro questa perla di saggezza e di filosofia orientale. Che sia di monito, di guida e di ispirazione per tutti voi cari passanti su questo umile blog...
"Quando cominci un viaggio devi sempre sapere dove finira' quel viaggio. Altrimenti e' meglio che tu non sia partito mai"
Karate kid III (1989)
Questo dimostra che la filosofia si nasconde anche in un film da bambini
E meno male che ci stanno i DVD...
Mi ero persa questa chicca!!
Constantine, tratto dal fumetto "Hellblazer", e' un film che potrebbe risultare scontato per colpa dei classici argomenti trattati: l'eterna lotta tra il bene e il male e lo scontro perenne tra angeli e demoni che cercano di accaparrarsi le anime degli uomini. E invece no. La banalita' non e' di casa in questo film.
I dialoghi sono fantastici cosi' come la regia e gli effetti speciali!
La storia e' tutt'altro che scontata e affascina un Keanu Reeves in un ruolo che sembra tagliato su misura per lui in un ambiguo ruolo in bilico tra bene e male. Cinico, maleducato, taglientemente ironico... fantastico!
Stranissime anche le figure dell'angelo Gabriele, infido e traditore e di "Lu" il diavolo in persona!
Secondo me un film da vedere, soprattutto se siete fumatori incalliti!!!
Serata malinconica, stanchezza accumulata da una giornata pesante, niente di intelligente da vedere in TV ( come al solito aggiungerei... ).
E allora perche' non farsi prendere per mano da Miyazaki e farsi condurre da lui nei suoi onirici mondi...
Le dolcissime musiche de "La citta' incantata" si portano via tutto il malumore. La bellezza dei tratti, la poesia della storia e l'espressivita' dei personaggi ti costringono a vivere con loro le mille avventure di un mondo diverso, fatato, pieno della delicata fantasia di quello che io reputo un grande poeta dei nostri giorni.
La maggior parte di voi conoscera' Miyazaky come il papa' di personaggi storici della nostra infanzia ( ... per quanto mi riguarda sono ancora personaggi della mia tenera' eta' di prossima trentenne ) come Lupin III ( i maschietti ricorderanno piu' che altro Margot... depravatelli ) , Conan ragazzo del futuro, Heidi, Anna dai capelli rossi...
Pochi conoscono la meravigliosa poesia dei suoi film, ultimamente presenti anche nelle sale cinematografiche. Tra gli altri ricorderei "Nausicaa nella valle del vento", "Principessa mononoke", "La citta' incantata'" e "Il castello errante di Howl".
Sono piccoli capolavori del cinema di animazione (che hanno valso il leone d'oro alla carriera al loro creatore!!) in cui i temi dell'amore e dell'amicizia sono esaltati e sapientemente disegnati in ogni loro sfaccettatura. Tra i temi cari a Miyazaki c'e' inoltre la relazione dell'Uomo con la Natura, vista spesso come contrasto violento ma sempre con una sottile speranza e con un ritorno all'armonia.
I suoi film sono sempre abitati da creature visionarie, personaggi sbalorditivi e al limite dell'assurdo a volte epici o legati alla mitologia della cultura giapponese ma tutti con la magica capacita' di risvegliare il bambino nascosto in ognuno di noi.
la serata e' scorsa via placida e tranquilla... come lo spirito del fiume di cui si parla nella citta' incantata.
vado a dormire col pensiero alle avventure di Chihiro, e alla meravigliosa matita del suo creatore tanto magica da saper far sempre tornare il sorriso sulle mie labbra