Zeta e' in giro sui mezzi pubblici romani per andare a portare la Bimba dal dottore (tradotto: ho portato la macchina fotografica in assistenza
). Dovendo andare in una zona sconosciuta della citta' tentacolare avevo studiato a menadito tutto il percorso stradale, con tanto di cartina al seguito ( si' so maniaca... mbhe'??
). Ad un certo punto noto un ragazzo con la pelle scura che mostrava indicandola col dito una via scritta su un biglietto all'autista, ma senza proferire parola. L'autista con somma gentilezza e in perfetto inglese rispondeva
"no no, nun o so 'ndo sta, arangiate" (trad. Mi dispiace, non posso aiutarla).
Al che il ragazzo si gira verso una signora e sempre col foglietto gli indica il nome della via provando stentatamente a pronunciarlo. Ma anche la signora, in un picco di dovere civico e disponibilita', lo manda praticamente a cacare senza troppi complimenti (Ho preso l'autobus degli xenofobi
)
Zeta, punta nel suo orgoglio di italiana sempre disponibilissima, decide di intervenire, anche perche', letto il nome della via mentre il ragazzo lo mostrava a Miss simpatia, mi ero resa conto che sarebbe dovuto scendere 4 fermate prima!
Nella totale convinzione che il tipo fosse straniero, attacco a dargli decine di informazioni, direttamente in INGLESE. (E dire che in genere c'ho la lingua legata... invece in quel momento ero ispiratisssima, mi ricordavo tutti i verbi!!
)Trascinata dai risultati linguistici continuavo a sciorinare informations a sto ragazzo dicendogli che doveva scendere perche' aveva saltato la fermata, attraversare la strada bla bla bla riprendere lo stesso bus al contrario, lo omaggiavo di una copia della mia cartina indicandogli dov'era la sua via e bla bla bla...(momento di logorrea english
) e lui annuiva, ogni tanto diceva un incerto "yes", ma nessun'altra parola gli scappava.
Il caso ha voluto che la fermata successiva fosse anche quella di Zeta. Allora gli dico di seguirmi e in un eccesso di zelo decido anche di accompagnarlo dall'altro lato della strada per mostrargli al fermata, continuando a spiegargli sempre e tutto rigorosamente in inglese, quello che doveva fare. E lui sempre li' che annuiva, sputacchiando qualche "mmmm" e annuendo. Mentre eravamo fermi al semaforo, finalmente decide di parlare e mi fa in un inglese stentatissimo
Tipo:ehmmmmm.... uat iz ior countri?? (what is your country?)
Zeta (abbastanza stupita della domanda...): I'm from Italy!!
Tipo: Aho' ma che sei italiana??
Zeta:
Tipo: e io me credevo che eri inglese!
Veracissimo autoctono superlampadato e analfabeta (visto che per chiedere informazioni invece di dire il nome della via continuava a mostrarne il nome sul foglietto
) erroneamente scambiato per straniero in difficolta'.
Grassa figura di merda
). Dovendo andare in una zona sconosciuta della citta' tentacolare avevo studiato a menadito tutto il percorso stradale, con tanto di cartina al seguito ( si' so maniaca... mbhe'??
). Ad un certo punto noto un ragazzo con la pelle scura che mostrava indicandola col dito una via scritta su un biglietto all'autista, ma senza proferire parola. L'autista con somma gentilezza e in perfetto inglese rispondeva "no no, nun o so 'ndo sta, arangiate" (trad. Mi dispiace, non posso aiutarla).
Al che il ragazzo si gira verso una signora e sempre col foglietto gli indica il nome della via provando stentatamente a pronunciarlo. Ma anche la signora, in un picco di dovere civico e disponibilita', lo manda praticamente a cacare senza troppi complimenti (Ho preso l'autobus degli xenofobi
)Zeta, punta nel suo orgoglio di italiana sempre disponibilissima, decide di intervenire, anche perche', letto il nome della via mentre il ragazzo lo mostrava a Miss simpatia, mi ero resa conto che sarebbe dovuto scendere 4 fermate prima!
Nella totale convinzione che il tipo fosse straniero, attacco a dargli decine di informazioni, direttamente in INGLESE. (E dire che in genere c'ho la lingua legata... invece in quel momento ero ispiratisssima, mi ricordavo tutti i verbi!!
)Trascinata dai risultati linguistici continuavo a sciorinare informations a sto ragazzo dicendogli che doveva scendere perche' aveva saltato la fermata, attraversare la strada bla bla bla riprendere lo stesso bus al contrario, lo omaggiavo di una copia della mia cartina indicandogli dov'era la sua via e bla bla bla...(momento di logorrea english
) e lui annuiva, ogni tanto diceva un incerto "yes", ma nessun'altra parola gli scappava. Il caso ha voluto che la fermata successiva fosse anche quella di Zeta. Allora gli dico di seguirmi e in un eccesso di zelo decido anche di accompagnarlo dall'altro lato della strada per mostrargli al fermata, continuando a spiegargli sempre e tutto rigorosamente in inglese, quello che doveva fare. E lui sempre li' che annuiva, sputacchiando qualche "mmmm" e annuendo. Mentre eravamo fermi al semaforo, finalmente decide di parlare e mi fa in un inglese stentatissimo
Tipo:ehmmmmm.... uat iz ior countri?? (what is your country?)
Zeta (abbastanza stupita della domanda...): I'm from Italy!!
Tipo: Aho' ma che sei italiana??
Zeta:

Tipo: e io me credevo che eri inglese!
Veracissimo autoctono superlampadato e analfabeta (visto che per chiedere informazioni invece di dire il nome della via continuava a mostrarne il nome sul foglietto
) erroneamente scambiato per straniero in difficolta'.Grassa figura di merda









) mi dice di riempirlo con calma e poi tornare a pagare senza il bigliettino eliminacode, che tanto si ricorda di me.

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