Ieri sera teatro. Davide Enia: I capitoli dell'infanzia. Appassionante monologo, bello nella sua semplicita' e poesia. Ci si ritrova avvolti nelle atmosfere evocate dalla voce di Davide cullati dal calore del suo dialetto siciliano . Episodi dell' adolescenza di tre fratelli, ma che abbiamo vissuto tutti, si intrecciano sullo sfondo di una Palermo di mare e pescatori. Primi amori in cui i maschi "schifano" le maledette femmine, ma subiscono inevitabilmente un' attrazione verso di esse e nutrono i loro sentimenti ben nascosti dal sicuro scherno del gruppo di amici. Gare di masturbazione collettiva, la perdita di un padre e di un amico. Cosi' si snoda il racconto dei tredici anni di Antonuccio, figlio mezzano di una madre vedova che ha pagato al mare il tributo della vita del padre dei suoi figli.
Ma soprattutto sensazioni. Odori, paesaggi, ricordi, sentimenti affiorano alla mente istigati dal racconto e dalle bellissime note di una chitarra acustica che accompagna, canta, sottolinea e ritma ogni fraseggio. Davvero bello.
Da vedere!!!
"A tredici anni scopri il mondo. Dentro e fuori di te.
Mutano le forme del corpo, mentre una tensione nuova ti spinge ad osservare la realtà: le foglie della magnolia suonate dal vento, il fiammifero e la sua fiamma ballerina, l’ampio giro di gonna di una fanciulla scalza con cui vorresti intrecciare le dita.
Di fronte alla molteplicità del reale, comincia la stagione delle scelte.
Lui è mio amico e lui no.
Questa è la strada che voglio percorrere e quella no.
Lei è quella che voglio baciare e tutte le altre no.
In fondo, è semplice.
Basta avere il coraggio delle proprie decisioni, e perseguirle.
A tredici anni non esiste una matematica del sentimento. Non ci credi che si possano conquistare esseri umani con la spietata logica del calcolo.
Lo sguardo possiede ancora uno straccio di innocenza.
Le domande germogliano, le urgenze pungono.
Furiose ricadute nella disperazione e immediate risalite nella gioia.
Sogni di felicità condivisa e cadute basse che feriscono.
A tredici anni si vive una perpetua altalena emotiva.
In fondo, è semplice.
Basta stringere forte le mani, e non cadere."

Ringraziando Furio per la buona compagnia 