(attenzione, per i piu' sensibili... segue post variamente infarcito di turpiloqui
)
Ci sono giornate che inanellano una collana di sfighe che ti chiedi come cazzo sia possibile violare in cotanto modo il tetto massimo di jella procapite.
Se poi quel giorno coincide con il tuo compleanno le ovaie (gia' messe a dura prova) ti girano a velocità doppia.
Stamattina Zeta mette la sua bellissima maglia nuova, fresco regalo delle mie amichette padane. Nera con una stampa di un punk-micio tokidoki, BIANCO. Arriva a Milano e decide che e' ora di finirla con tenere cellulare chiavi soldi ecc ecc tutti in tasca facendola sembrare una specie di strano animale coi fianchi bozzuti e alquanto poco eleganti... Meglio comprarsi una bella borsetta etnica al commercio equo e solidale ( e fare pertanto anche buona azione
). Esce pertanto con una borsina marrone e arancio e mettendola a tracolla all'istante. Il tempo di arrivare in ufficio e Zeta scopre mestamente che la tracolla della borsina ha largamende smerdato di marrone il mio bellissimo micio-bianco-punk!!! Fanculo!! 
Scazzata come non mai Zeta si prepara ad affrontare il suo primo lunedi' al lavoro. Tempo mezzora e le sale un malditesta spaccacervello di quelli che non riesci manco a stare in piedi. Chiaramente con un tempismo millimetrico arriva uno dei capi ( che aveva trattato Zeta nei 4 giorni precedenti come se fosse fatta di vetro cristallino IGNORANDOLA completamente
) e guarda un po' decide che e' il momento di spiegarle un po' di cose...Zeta passa 2 ore di via crucis combattuta dal cercare di capire cosa stesse dicendo e il cercare di non svenire ai suoi piedi... nel senso LETTERALE del termine.
Come uno zombie, Zeta sopravvive fino alle 18 quando decide che proprio non je la fa piu' e si scapicolla ( as usual) al treno. Chiude tutto, scende i 3 piani di scale, e si appresta ad attraversare il cortilone fino alla portineria. Chiaramente in quell'esatto istante, Giove Pluvio o chi per lui, decide che le cataratte del cielo possono aprirsi e docciare la povera Zeta, fradicia all'istante. Zeta cerca rifugio nell'arco della portineria, subito dietro la porta d'ingresso ma neanche il tempo di arrivarci che un tizio apre la porta con la grazia di mille Unni spiaccicando in pieno una ormai umidissima e vessatissima Zeta...
Zeta ormai rassegnata affronta anche la pioggia con le sue infradito da spiaggia. Ormai in vista della stazione sempre il solito simpaticissimo Giove pluvio, decide di dare a Zeta un assaggio sostanzioso di una specialita' milanese: GRANDINE, chiaramente taglia large. Zeta affretta il passo e mette incautamente il piede in una insidiosissima e assolutamente priva di attrito, macchia d'olio. Evita miracolosamente la caduta ma per farlo punta il piede destro verso terra. Risultato: infradito distrutto e grattugiata di dita di piede di Zeta sull'asfalto
Pulp... Sangue... sangue ovunque! manco mi fossi recisa un arteria! Che li manco ci sta... a meno che non mi abbiano montato male! 
Zoppa e sanguinante Zeta si trascina sul binario sotto gli occhi impietosamente schifati dei milanesi... che si fottessero. Vorrebbe vedere loro con cotale catena di sfighe...
E stranamente stavolta il treno e' arrivato in orario e non gli e' crollata sopra nessuna galleria...come era invece successo sabato mattina durante la stoica discesa verso Roma per il voto... ma questa e' un altra storia...
Dulcis in fundo, arrivata al cortile di casa Zeta (credendo erroneamente di essere in salvo...
) trova ad accoglierla la casa del vicino imbandierata a festa con un tripudio di bandiere della PADANIA e della SERENISSIMA REPUBBLICA....
Bhe... E' mezzanotte... sto dannato lunedi' e' finito...sto dannato compleanno e' finito.... E vorrei approfittare per dire grazie a tutti quelli ( e sono stati decisamente tanti
) che mi hanno fatto gli auguri che mi hanno coccolata, che mi hanno fatta sentire a casa!
E grazie pure allo stronzo/a che me l'ha tirata tutto il giorno... Impegnandocisi pure parecchio come e' chiaro dall'evidenza sperimentale dei fatti. Come vedi sono sopravvissuta... alla facciaccia tua, chiunque tu sia!